La vera faccia del capitalismo in Iran rivoluzionario

16 nov. 10

 

Due giorni fa, una maggioranza blanda, 108 sui 290, con i soliti asssenti presidenti delle aziende private, dopo una lunga diatribe e movimenti subdoli, riuscì a escludere il Presidente, che è il capo del governo, dal Consiglio della Banca Centrale, a separare la finanza dall'economia, a sostituirlo con il capo del "parlamento del settore privato", cioè della Camera del commercio, a dare la maggioranza della direzione della Banca centrale, in nome della sua indipenza, ai privati, al capitalismo vorace e violento e pertanto, alla controrivoluzionaria borghesia. "non tutto il male viene a nuocere"! Questi, una minoranza comunque, sono stati le vere forze dietro alla crisi post elettorale con bandiera verde islamico. Cade la confusa maschera islamica, di velluto, color verde islamico e sale in luce quella del puro capitalismo all'americana, della Camera del commercio, il parlamento della borghesia, che conquista, momentaneamente, il parlamento dei deputati islamici eletti dal popolo musulmano in sommossa.

Momentaneamente! Perché a tutti gli effetti questo atto assomiglia ad una Golpe in parlamento in un processo che di recente ha cercato di trasformare la costituzione della repubblica presidenziale, dove domina  Mahmud Ahmadinejad, in quella parlamentare, dove domina Alì Larijani. Perciò, escludere o espellere il capo del governo dalla direzione del consiglio delle finanze, mettere le finanze sotto il controllo della grande borghesia in un'economia direzionata e non del libero mercato, non solo legislativamente è un passo anticostituzionale ma politicamente è un atto controrivoluzionario, non più per deviare gradualmente il processo rivoluzionario ma per rovesciarne il potere con un atto netto e deciso. Un colpo alle spalle, hanno cercato il tallone di Achille ma trovano il boomerang.

Questa maggioranza parlamentare prima aveva provato, sempre con l'appoggio della camera del commercio, a imporre la liberalizzazione della valuta estera contro la sua gestione statale e direzionale, ma non passò. Se l'economia iraniana non è stata invasa dalla tumultuosa crisi  el sistema mondiale del capitalismo è stato proprio per la sua direzione e gestione statale. Questo lo spiegò anche il presidente della Banca Centrale al parlamento e se lui e questa evidenza non riuscì a convincere questa maggioranza, è perche maggior parte di loro sono direttamente o legali dei ricchi dirigenti delle imprese private, rappresentati dei commercianti e importatori d'oro, al 95% di contrabando o di prodotti di lusso come le megliori automobili del mondo capitalista, o dei Boeing americana, del riciclaggio dei soldi sporchi e amici dei grandi controbbandieri, gente che ricattano con la minaccia dell'impeachmente i ministri per piegarli ai piani del settore privato capitalista.

Non è il segno della loro potenza ma della loro impotenza perché obbliga alla direzione islamista, che provò tanto a spiegare, a convincere, a persuadere, a minacciare e a promuovere, obbliga la guida suprema Khamenei a intervenire per tagliare. Alla fine, quello che si può proporre o prevedere è lo scioglimento del parlamento perché nessuno degli appelli della direzione spirituale, la guida suprema Khamenei,  a non sostituirsi al potere esecutivo in una repubblica presidenziale, un governo che "lavora eccezionalmente per la giustizia sociale in Iran e nel mondo...come nel Libano...".

Siamo all'osso. Prima cercarono di separare la guida spirituale dagli ayatollah, dagli epigoni  e togliergli la leggittimità politico religiosa, ma il viaggio di Alì Khamenei alla città santa di Qom, il Vaticano islamico, durato ben 10 giorni dove fu immerso in una onda enorme di gente e di preti giovani, dove Khamenei sostenne fortemente a Ahmadinejad e la sua opera incessante e rivoluzionario, fece fallire questo subdolo piano reazionario. Non li rimase che questo atto controrivoluzionario pubblico nel parlamento. Qui non regge più nessun tentennamento, pane al pane, vino al vino! Non gli basta più un rifiuto della Corte suprema, un ritorno al seno delle commissioni parlamentari per corregere questa decisione. È una ferita profonda legislativamente e non basta medicare ma toglire l'arma del delitto, impossibile? Togliere di mezzo l'assassino!

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