pescatore immaginario
20 aprile 2011
"non era ancora successo niente, ma era nell'aria perché succedesse".
Era un pescatore che voleva prendere un pesce che l'aveva in testa, ma non sapeva dove fosse e di preciso come fosse. Non aveva mai pescato e lo voleva cominciare proprio da quel pesce specifico che credeva d'amavare tanto e lo stava cercando per mari e laghi, acque salate e dolci. Non voleva fare come fanno gli altri pescatori, con una rete, per prenderne tanti per poi vedere se tra tutti c'è anche quel che cerca. Sarebbe sciupare tanti pesci inutilmente. Non sapeva nemmeno se quel pesce esistesse o vivesse in quel lago. Non sapeva se dovesse andare a pescarlo nel mare o nell'oceano oppure qui stesso dove stava. Se lo sognava ad occhi aperti. Chiedeva ai pescatori incalliti dove poteva essere e se qualcuno avesse visto qualcosa di simile.
I pesci lo conoscevano e lo guardavano in silenzio. Non dicevano niente e non avevano paura di lui. Sapevano che non gli avrebbe fatto del male, cioé, non gli avrebbe buttato in una padella, arrostito e mangiato. Piuttosto gli avrebbe messi in un grande vaso di cristallo e posato su di uno specchio perché, guardandoli nello specchio paressero volando nell'aria. Qualche pesce si avvicinava e voleva che fosse pescato ma a lui veniva il dubbio che se non fosse quel pesce che voleva, il danno gli provocasse la morte.
Non gli era piaciuto il film " Il Vecchio e il mare". Amava il pesce spada, la sua audacia, con quelle pinne eloquenti sul dorso che sembravano il crinio di un cavallo nero in corsa, che gli permettono zigzagare a scatti più veloce di tanti o forse di tutti gli altri pesci, addirittura dei pescicani che sono pure agili. Farsi fregare cosi da imbecilli solo per un facile boccone gli sembrava assurdo. Il pescespada che tante altre volte nella sua vita aveva intuito il tranello dell'esca come era successo che questa volta si era fatto fregare? Per di più farsi fare a pezzi dai pescecani che non s'azzardavano mai a farsi trovare nei suoi paraggi, figurarsi a guardagli fisso negli occhi e staccargli a pezzetti. E, per il vecchio pescatore era il fallimento di tutta la sua vita. Un fallimento irreversibile. Un pesce spada aveva rovinato tutta la vita al vecchio del mare e il giovane pescatore inesperto non voleva correre simili rischi. Voleva pescare solo quel Pesce. Cercava e aspettava mentre dubitava. Come poteva programmare a fasi alterne o in successione quel che voleva fare. Doveva conoscere il programma del mare e questo era impossibile. I pesci, le tartagure e le balene conoscono i programmi del mare. Poteva chiedere alla balena che viaggiava il mare in lungo e in largo da nord a sud ma la balena con quella calma che ha non gli avrebbe mai risposto, al massimo avrebbe mossa una delle sue pinne picchiando forte sull'acqua. Anche gli astronavi dalla sù potevano conoscere i programmi del mare ma a lui non rimaneva che aspettare. Forse il destino e il caso gli avrebbe aiutato.