رهبران دولت انتقالی لیبی از آمریکا می آیند.
I ribelli libici e le “preoccupazioni” della NATO
di Juan Gelman
su www.pagina12.com.ar del 18/04/2011
Traduzione di l'Ernesto online
L'opposizione
a Gheddafi sta passando brutti momenti nonostante i bombardamenti. Da
parte sua, la Casa Bianca e la NATO non sono esenti da preoccupazioni:
si è scoperto che nelle file ribelli ci sono elementi di Al Qaeda. Lo
ha ammesso l'ammiraglio James Stavridis, capo delle operazioni
congiunte in Libia, sebbene abbia sottolineato che “la direzione è
composta da gente responsabile” (http://washingtonexaminer.com/,
29-2-11). Si riferiva senza dubbio al primo ministro del Consiglio
Libico di Transizione, Mahmoud Jibril, ex mano destra del dittatore ed
ex direttore della Giunta Nazionale di Sviluppo Economico dal 2007, che
ha promosso gli investimenti stranieri – in particolare di capitali
statunitensi e britannici – e le privatizzazioni nel paese africano.
Sembra che solo due settimane fa abbia scoperto che Gheddafi è un
tiranno della peggior specie.
Jibril, laureato all'Università di
Pittsburgh, risulta perciò molto affidabile per gli interessi
petroliferi stranieri. Non è l'unico: Ali Tahroumi, ministro delle
Finanze del governo provvisorio e incaricato degli affari relativi
all'oro nero, è tornato in Libia da un mese dopo 35 anni di esilio
negli USA, dove occupava una cattedra all'Università di Washington. Si
tratta di gente responsabile.
Galifa Hifter, ex colonnello
dell'esercito, è stato nominato capo militare dei ribelli. E' ritornato
dagli Stati Uniti, dopo 20 anni di assenza; guida il cosiddetto
Esercito Libico Nazionale, un gruppo di opposizione con sede in
Virginia, e si sospetta che sia un “agente in sonno” della CIA
(http://www.mcclatchydc.com/, 26-3-11). I tre rappresentano solo alcune
delle pezze dell'opposizione, un mosaico variopinto che non ha molto a
che vedere con le centinaia di migliaia di libici che erano scesi per
le strade a metà di febbraio, stufi del despota.
Si è appreso
che il Dipartimento di Stato ha inviato a Bengasi Chris Stevens, ex
numero 2 dell'ambasciata statunitense a Tripoli, allo scopo di
“lavorare con gli oppositori, farsi una migliore idea delle loro
esigenze, valutare come li possiamo aiutare e completare l'immagine che
abbiamo di loro, riempendo le lacune su ciò che sappiamo di loro” (EFE,
30-3-11). In realtà le lacune sono poche.
“Il gruppo principale
che dirige l'insurrezione è la Conferenza Nazionale dell'Opposizione
Libica (NFSL, la sigla in inglese). Guida la lotta ed è una milizia
armata protetta dagli USA, che comprende soprattutto espatriati e tribù
opposte a Gheddafi” (http://www.axisoflogic.com/, 17-3-11). Un altro
nemico del dittatore: il Gruppo Combattente Libico-Islamico (LIFG, la
sigla in inglese), fondato nel 1995 da mujaeddin che avevano lottato
contro l'ex URSS in Afghanistan, cerca da allora di rovesciare
Gheddafi, e alcuni di loro si sono uniti ad Al Qaeda “per lanciare la
Jihad contro gli interessi libici e occidentali in tutto il mondo”. Nel
febbraio 2004, l'allora direttore della CIA George Tenet testimoniò
davanti al Comitati di Intelligence del Senato, e dichiarò che “una
delle minacce principali più immediate (per la sicurezza degli USA)
proviene da piccoli gruppi internazionali di estremisti sunniti legati
ad Al Qaeda. Comprendono il LIFG (www.cdi.org, 18-1-05).
Il LIFG
merita certamente attenzione. Combatte Gheddafi perché lo considera
alla guida di “un regime apostata che ha bestemmiato contro il Signore
Onnipotente”. La sua azione più nota è il tentativo fallito di
assassinarlo nel febbraio 1996, in cui morì gente delle due fazioni.
Non si è potuto confermare che l'MI15 abbia finanziato l'attacco, come
aveva denunciato David Shayler, ex agente di questo servizio di
sicurezza britannico: in cambio, uno studio pubblicato in “Terrorism
Monitor”, della Jamestown Foundation, rivela che “il LIFG ha ricevuto
fino a 50.000 dollari dal terrorista saudita (Bin Laden) per ognuno dei
suoi militanti caduti” (http://www.jamestown.org/, 5-5-05).
Il
presidente del Ciad, Idriss Deby Itno, “ha dichiarato che Al Qaeda ha
saccheggiato arsenali militari e comprato armi nella zona libica
ribelle, compresi missili terra-aria, che in seguito ha contrabbandato
nei suoi santuari” (www.dailytelegraph.com, 25-3-11). Ne risulta che
USA, Gran Bretagna e Francia sono ora compagni d'arme del LIFG,
“l'elemento più radicale della rete di Al Qaeda”. La segretaria di
Stato Hillary Clinton ha ammesso i rischi di questa alleanza in
un'udienza parlamentare, dichiarando che l'opposizione libica è
probabilmente più anti-statunitense di Gheddafi”
(http://newamericamedia.org/, 20-3-11).